Frasi sull’anarchia & la natura della politica

Pubblicato il: 23 Luglio 2020
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Anarchia

L’anarchia è una dottrina politica e sociale contraria a ogni forma di governo.

Le frasi sull’anarchia raccolgono varie definizioni di anarchia, disobbedienza politica, regole e politica nella nostra società.

Il termine anarchia deriva dal greco “senza comando” e, nel linguaggio comune, ha assunto anche il significato spregiativo di disordine, distruzione e azione violenta senza un programma. L’origine dell’anarchia potrebbe essere fatta risalire alle rivolte degli schiavi in epoca romana, chiamate oggi “rivolte servili”: in esse, dopo un primo momento di rottura, né i capi né i rivoltosi erano in grado di portare la lotta verso obiettivi concreti. Anche se ha radici lontane, l’anarchia moderna nacque nel XIX secolo. Il simbolo per eccellenza dell’anarchia è una bandiera nera.

Nucleo principale di questa dottrina è riconoscere all’individuo un’importanza fondamentale per le trasformazioni sociali: la società opprime l’individuo e impedisce così il libero sviluppo della personalità. Tracce di teoria anarchica si trovano in riformatori e rivoluzionari che avevano tra gli obiettivi in comune non solo la distruzione delle istituzioni repressive e la loro sostituzione con associazioni libere fondate sull’uguaglianza dei cittadini ma anche la conquista violenta del potere, per annullare tutti i poteri. Uno dei filosofi più importanti dell’anarchia fu il tedesco Max Stirner (1806-1856), autore di un’opera, “L’unico”, in cui sostenne che l’individualismo deve essere totale giacché solo in questo modo ogni uomo, guidato da istinti positivi, può essere libero e felice. Per ottenere la liberazione dell’individuo, la strada è quella dell’abolizione di tutte le leggi e istituzioni: dal massimo individualismo sarebbe derivata l’unica socialità positiva.

Ma il pensiero e l’azione anarchici si concretizzarono con il russo Michail A. Bakunin (1814-1876). Rotto ogni rapporto con la sua origine nobile, condannato a morte dai tribunali zaristi, deportato in Siberia dopo la commutazione della pena, Bakunin evase e giunse a Londra attraverso il Giappone e gli Stati Uniti. Quindi percorse l’Europa come agitatore e rivoluzionario e partecipò direttamente alle rivoluzioni del 1848 e del 1871 a Parigi. Si diceva “comunista”, nel senso che la società doveva essere fondata su “comuni popolari“, come quella di Parigi. Secondo Bakunin, la libertà e la moralità devono essere concepite dall’autenticità dell’individuo, senza alcuna imposizione. Tra le forme di lotta predicate da molti anarchici vi è l’attentato individuale per arrivare alla rivoluzione eliminando tutto il peso negativo delle istituzioni esistenti (attentato di G. Bresci contro il re d’Italia Umberto I, nel 1900) e il furto come rimedio alle ingiustizie sociali (banda Bonnot, in Francia). Infine, notevole è stata in certi periodi l’influenza anarchica nei sindacati.

Data di ultima modifica: 23 Luglio 2020

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