Frasi sull’istinto: quando non si ascolta la ragione

Pubblicato il: 19 Novembre 2020
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istinto

Instinctus, ovvero incitare: è questa l’origine del termine istinto, anche se in poche lettere si nasconde un mondo vasto, fatto di sensazioni, di intuizioni che hanno poco di logico e molto di naturalezza.

Freud, Nietzsche e Rousseau sono solo alcuni dei pensatori che hanno affrontato il tema dell’istinto, scandagliando ogni suo aspetto e le frasi sull’istinto tentano di seguire la loro strada.

Cosa è l’istinto

L’istinto è una forza interiore che spinge un essere vivente a compiere determinate azioni senza seguire uno schema logico ma assecondando meramente il proprio impulso naturale.
Gli animali sono esseri istintivi per eccellenza e si rimane sorpresi davanti a certi loro atteggiamenti apparentemente inspiegabili per la mente umana: ad esempio i gatti scavano buche per i loro bisognini, le rondini costruiscono nidi del tutto similari tra loro, i pinguini trovano la strada di casa per portare cibo ai piccoli e le api fiutano i fiori a chilometri di distanza.
L’uomo, imprigionato dagli schemi prefissati dalla società, dalle proprie credenze religiose, dalla morale e dalla coscienza, non può essere considerato un essere istintivo: solo in determinate occasioni viene fuori l’instinto, ad esempio quando deve sopravvivere, salvarsi da un pericolo imminente o sfamarsi.

L’istinto tra filosofi e arte

Secondo il filosofo Rousseau l’istinto è verità, in quanto se l’uomo lo seguisse agirebbe in armonia con se stesso. Nietzsche ha addirittura idealizzato un’opposizione tra la ragione e l’istinto, considerato quasi come un idolo: per Nietzsche l’istinto è vero se è primordiale, ossia quando isolerebbe l’uomo essendo completamente fuori dagli schemi prefissati dalla società.
Freud invece individuava due istinti (chiamati pulsioni) principali: l’istinto di vita che porta l’uomo alla conservazione della specie e l’istinto di morte che porta l’organico a tornare inorganico.
Anche l’arte ha abbracciato l’istintività, trovando espressione in quella corrente chiamata Art Brut o Arte Grezza: il precursore è stato il francese Jean Dubuffet, secondo il quale questo tipo di arte si fonda sull’istinto di soggetti privi di ogni educazione artistica. Sono coloro che soffrono di problemi psichici, i disadattati e gli autodidatti che seguono la loro libera creatività, a prescindere dalle convenzioni estetiche. I suoi quadri trasudano istinto, da Paris Polka a Cité Fantoche fino a Le Tissu Social: il Musée Visionnaire di Zurigo è dedicato proprio all’Art Brut e contiene molte opere di Dubuffet.

Data di ultima modifica: 19 Novembre 2020
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