Frasi sul vinello, il vino e la gioia nel bere

Pubblicato il: 25 Maggio 2021
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (7 votes, average: 4,57 out of 5)
vinello e vino (cibo)

In Italia la tradizione vitivinicola è molto antica e spesso, quando si gusta un bel bicchiere di Nebbiolo, di Brunello di Montalcino oppure di Chianti Classico, si ignora quanto remota sia la storia di questa bevanda così inebriante. Nella storia infatti il vino è stato apprezzato non solo per il suo sapore ma anche per l’importanza quasi mistica che ha rivestito in molte civiltà.

Le frasi sul vinello ci raccontano del simbolo del vino a tavola.

Il vino tra storia e mitologia

Il vino, seppure poco raffinato come la versione moderna, era noto ai romani, agli egizi, ai greci e persino ai Babilonesi che nelle famose Tavole di Hammurabi risalenti al 1700 a.C. citano proprio la coltivazione di filari di viti in Mesopotamia.
In Egitto il vino soppiantò ben presto l’idromele e si pensò addirittura di deviare le sacre acqua del Nilo per favorire l’irrigazione delle viti: Erodoto narra addirittura di come gli egiziani si ubriacassero con fiumi di vino durante le notti di plenilunio e novilunio.
I greci associavano il vino a Dionisio, il figlio di Semele e Zeus nato dalla coscia proprio del Padre degli Dei. Pare che Dionisio scoprì la vite durante un viaggio sull’isola di Naxos con lo scopo iniziale di liberare Arianna: non a caso Naxos è considerata in Grecia la patria del vino, con eccellenze quali il Portara e il Tranambelo.
A Roma era Bacco il dio della vendemmia e del vino e si ricordano a proposito i Baccanali, licenziose celebrazioni dell’Antica Roma di carattere propiziatorio.

Viticoltura italiana: una tradizione secolare

Furono principalmente i romani a perfezionare e diffondere la viticoltura in giro per mezzo mondo: pare che nell’Urbe ogni cittadino (non per le donne per le quali il vino era considerato peccaminoso) ne consumasse fino a 200 litri. Era però molto diverso dal vino attuale, in quanto particolarmente dolce, denso e così alcolico che si usava diluirlo con miele o acqua. Nell’operaNaturalis Historia, Plinio il Vecchio indica ben 185 vini presenti a quel tempo, derivanti da circa 80 zone vitivinicole.
Se all’inizio il vino si conservava in anfore, grazie ai Galli si è cominciato a utilizzare le botti.
Con l’avvento del Cristianesimo il vino riacquista valore simbolico, essendo, assieme al pane, il cibo dell’Ultima Cena di Gesù Cristo, rappresentando il suo sangue versato in remissione di tutti i peccati dell’uomo.
Oggi nel mondo esistono migliaia di vini e vinelli, che si distinguono per la bassa gradazione alcolica di questi ultimi in virtù della macerazione con acqua delle vinacce.

Data di ultima modifica: 25 Maggio 2021
X