Le frasi sulla caccia: sport, sopravvivenza & metafora

Pubblicato il: 14 Dicembre 2020
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caccia

Che l’uomo sia nato cacciatore non è vero in senso assoluto, e lo testimoniano la sua dentatura e il suo apparato digerente, ben più vicini a quelli degli erbivori, o al massimo degli onnivori, che a quelli dei carnivori.

Ecco quindi le frasi sulla caccia, che tentano di darci una visione più vasta sull’argomento.

Non è possibile stabilire con esattezza in quale epoca della preistoria gli uomini abbiano cominciato a cacciare. Quel che è certo è che la caccia, che consiste nell’inseguire o attendere al varco degli animali per catturarli o ucciderli, fu uno dei primi modi di procurarsi il cibo quando gli uomini divennero capaci di usare e fabbricare le necessarie armi, pur rudimentali e semplici: pietre scheggiate, mazze o clave, bastoni da lanciare. Incisioni e dipinti preistorici, nelle caverne, mostrano già scene di caccia, o almeno rappresentano un animale ferito da colpi di lancia o di freccia. Si crede che quelle raffigurazioni avessero valore magico: cioè che gli antichi cacciatori eseguissero quelle incisioni o quei dipinti come incantesimi per ottenere buona caccia. Le attività di caccia, riservate in particolare ai maschi, erano per lo più precedute o accompagnate da riti magici e religiosi, che dovevano servire a garantire il buon successo e anche a far sì che le anime degli animali uccisi non si vendicassero poi sui cacciatori e sulle loro tribù.

Oggi la caccia è considerata uno sport che può essere esercitato con l’ausilio di armi da fuoco solo da chi è in possesso di un’apposita licenza. L’utilizzo di trappole e reti è vietato, ad eccezione di alcune deroghe locali. L’uccisione non autorizzata di animali selvatici o di specie cacciabili al di fuori del calendario venatorio emesso da ogni Regione prende il nome di bracconaggio. In Italia a finire nella traiettoria dei bracconieri sono soprattutto piccoli uccelli, come pettirossi, tordi, merli, fringuelli ma anche uccelli acquatici come anatre, garzette, aironi e cavalieri d’Italia, destinati a diventare pietanze, richiami vivi oppure animali ornamentali da tenere in gabbia o da imbalsamare. Ma si registrano anche stragi di uccelli uccisi per puro divertimento e usati come bersagli in gare di tiro.

Sull’ammissibilità della caccia nelle epoche attuali sono sorte numerose polemiche: da una parte i cacciatori invocano la tradizione sostenendo che la caccia sia un’attività innata nell’uomo e che quindi vada conservata; dall’altra gli animalisti sostengono che sia una pratica barbara responsabile della sparizione di molte specie animali e che non possa più ammettersi, specialmente in un mondo sempre più minacciato dall’inquinamento e dalle altre cause di distruzione e riduzione degli habitat.

Data di ultima modifica: 14 Dicembre 2020
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